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ROMA
«Ci sono stati grandi progressi nella parte fiscale, siamo molto vicini alla firma congiunta definitiva». «Il prossimo incontro è a dicembre e non significa che la firma non possa esserci addirittura prima di allora», a affermato al briefing di congedo con i giornalisti l’ambasciatore uscente d’Israele presso la Santa Sede.
Questa è la situazione, illustrata dall’ambasciatore, in relazione ai negoziati sull’Accordo fondamentale stipulato da Israele e Vaticano nel 1993, i cui aspetti giuridici e fiscali sono oggetto di trattativa di una commissione bilaterale.
«Sono molto fiducioso sulla possibilità di chiudere presto l’accordo – ha detto Lewy – poichè non sono il solo a dirlo, ma lo dicono anche fonti vaticane». «I progressi – ha ulteriormente chiarito l’ambasciatore – sono avvenuti proprio di recente. I punti ancora irrisolti riguardano essenzialmente aspetti giuridici e non materiali nè sostanziali». Il diplomatico ha infine riferito che, nel suo cordiale incontro di congedo con Benedetto XVI, il Papa gli ha rivolto qualche domanda circa lo stato del negoziato.
Intanto con mossa distensiva, Israele ha deciso di togliere le limitazioni ai visti sui passaporti diplomatici della Santa Sede. “Sinora non era chiaro chi poteva entrare e alcuni di coloro che entravano potevano essere prima annunciati, osservati, controllati”, ha detto Mordechay Lewy.
«Non ho dubbi che il Vaticano resterà fedele alle proprie posizioni conciliari, specialmente dopo la nomina di Di Noia che ha sempre mantenuto strette relazioni con gli ebrei» – ha infine detto Mordechay Lewy – la trattativa in corso per il pieno reintegro in seno alla Chiesa cattolica dei Lefebvriani, gli ultra-tradizionalisti scismatici oppositori del Concilio Vaticano II e dei suoi documenti che hanno ristabilito i rapporti con gli ebrei, non preoccupa l’ex ambasciatore di Israele presso la Santa Sede.
Tratto da VaticanInsider


